Karachi, strage di ismailiti su bus. Attacco rivendicato da gruppo legato all’Is

Karachi, strage di ismailiti su bus. Attacco rivendicato da gruppo legato all’Is

Una vera e propria strage quella che è avvenuta su un autobus a Karachi. Almeno le 47 persone uccise, tra cui donne e bambini, e 27 i feriti, questo il bilancio di un attacco armato contro un autobus che trasportava esponenti della comunità degli ismailiti, la minoranza sciita.

L’attentato è stato rivendicato dal gruppo Jundullah, una formazione collegata allo Stato Islamico e che è attiva in Pakistan.

In base alla ricostruzione dei fatti sembrerebbe che otto uomini a bordo di motociclette abbiano avvicinato il bus nella zona di Safoora Chowk e, per intimargli di fermarsi abbiano iniziato a sparare. Una volta saliti a bordo, i criminali, hanno sparato indiscriminatamente con delle pistole calibro 9 su tutti i passeggeri che erano circa una sessantina.

“Continueremo a colpire gli infedeli”, ha detto un portavoce di Jundullah, come riporta l’agenzia di stampa Dpa. Jundullah, gruppo nato da una scissione dal movimento dei Talebani del Pakistan (Ttp), aveva proclamato il suo sostegno all’Is a novembre scorso.

Il premier pakistano Nawaz Sharif ha condannato quanto accaduto definendo la strage, un “atroce atto di terrorismo”. “Non è stata colpita una particolare comunità, ma l’intera nazione”, ha detto il ministro dell’Informazione, Sharjeel Memon, promettendo che saranno “individuati e puniti i responsabili”. Il ‘chief minister’ del Sindh, Qaim Ali Shah, ha annunciato risarcimenti da 500mila rupie, l’equivalente di circa 4.000 euro, per le famiglie delle vittime.

L’attacco di oggi contro gli ismaeliti non è il primo ma, l’ultimo di una serie di attentati che hanno colpito negli ultimi mesi.

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