Joao Donato con il suo trio ed il loro ritmo brasiliano

casa del jazz

 

Mercoledì 10 agosto alle 21, la Casa del Jazz Festival presenta: lo straordinario trio del pianista e compositore Joao Donato, un autentico fuoriclasse della musica brasiliana capace di incrociare i sentieri musicali più imprevedibili. Pensate un po’: insieme a João Gilberto e Tom Jobim è stato tra gli artisti fonfatori della bossa nova; poi trasferitosi negli Stati Uniti suonava jazz e, incuriosito dalle nuove tastiere elettroniche, ha realizzato una pietra miliare nel rapporto tra jazz ed elettronica, il disco “A Bad Donato”, una sorta di “Bitches Brew” del latin jazz. Tornato in Brasile ha iniziato anche a cantare ed a collaborare con musicisti più giovani di lui, con Caetano Veloso, Gal Costa e Gilberto Gil per arrivare ai giorni nostri collaborando con Marisa Monte, Arnaldo Antunes e Kassin.

 

Il personaggio è lo straordinario pianista e compositore João Donato, che a dispetto della sua data di nascita, 17 agosto 1934, è tra gli artisti ancora più freschi e convincenti, un autentico fuoriclasse della musica brasiliana capace di incrociare i sentieri musicali più imprevedibili.

 

Il suo ultimo disco, da poco pubblicato dall’etichetta Dubas Music, “Sambolero” lo vede alla testa del suo gruppo (con Luiz Alves al basso, Robertinho Silva alla batteria, Sidinha alle percussioni, Ricardo Pontes al sax e flauto) impegnato in una nuova rivisitazione di alcuni dei suoi brani più celebrati.

 

Come capita anche al suo amico João Gilberto, Donato ha lavorato nel tempo su una limitata serie di brani per darne interpretazioni più intense e mature, rispettandone l’essenza e modificandone la forma. Così i suoi fan di lunga data apprezzeranno i nuovi arrangiamenti e lo swing effervescente dell’ultima impresa mentre i nuovi ascoltatori potranno entrare nel mondo di João Donato e scoprire una sintesi di ritmo e lirismo spiazzante, una cifra assolutamente personale che al pianoforte mixa samba e jazz, delicate armonie e cambi di tempo repentini, come testimoniano composizioni divenuti classici della musica popular brasileira: A Rã, Surpresa, Lugar Comun.

 

Nonostante una presenza sulle scene dalla seconda metà degli anni ’50, João Donato ha raramente suonato in Italia: era alla Bussola in Versilia agli albori della bossa nova insieme a João Gilberto.

 

Originale, eccentrica, eterodossa, essenzialmente armonica: se non c’è un termine per definire la musica di João Donato, il suo stile ha però un suono distintivo, immediatamente riconoscibile. Classe 1934, il pianista, autore e arrangiatore di Rio Branco  ha mosso i primi passi nella musica suonando la fisarmonica. Professionista già a quindici anni, è proprio con lo strumento a mantice che partecipa alla sua prima registrazione ufficiale, nel 1949, come membro della band del flautista Altamiro Carrilho. Nel 1953 inizia a guidare proprie formazioni come pianista, registrando su 78 giri versioni strumentali di standard americani e brasiliani.

Trascorre due anni a São Paulo, dove firma, nel 1956, il suo primo L.P., “Chá dançante”. Quando rientra a Rio, la Bossa Nova sta esplodendo. Con uno dei principali alfieri del nuovo genere, João Gilberto (con cui farà in seguito anche un tour europeo), registra nel 1958 “Minha saudade”, il suo primo successo. Nel 1959 si trasferisce negli Stati Uniti dove vive per tre anni suonando con musicisti come Carl Tjader, Tito Puente, Mongo Santa Maria. Nel 1962 ritorna in Brasile e registra un paio di album (“Muito à vontade” e “”A bossa muito moderna de João Donato e seu Trio”), ma presto è di nuovo negli U.S.A. dove stavolta resterà per oltre dieci anni. Si esibisce con Astrud Gilberto, Tom Jobim, Eumir Deodato, Stan Kenton, Nelson Riddle, Herbie Mann, Wes Montgomery e pubblica una serie di album, tra cui quello che meglio rappresenta la sua seconda stagione americana, “A Bad Donato” (1970).

Nuovamente in Brasile nel 1972, l’anno dopo firma “Quem é quem”: il disco introduce  per la prima volta delle parti vocali, cantate dallo stesso autore, inaugurando per João Donato, fino ad allora interprete esclusivamente di musica strumentale, un nuovo filone, sviluppato anche nel successivo “Lugar comum” (1975).

Passerà tuttavia una ventina d’anni prima che torni a registrare: avviene nel 1996 con “Coisas tão simples”, cui seguirà tutta una serie di pubblicazioni (soprattutto con tre case discografiche indipendenti), tra cui: “Café com pão” (1997), “Só danço samba” (1999), i tre volumi della collezione “Songbook”  (1999), “Ê Lalá Lay-Ê” (2001), “Managarroba” (2002), “O piano de João Donato” (2003), l’incontro strumentale con  Paulo Moura (“Dois panos pra manga”, 2006) e quello con Bud Shank (“Uma tarde com”).

Nel 2004 João Donato ha ricevuto dalle mani del presidente brasiliano Lula e del ministro alla cultura Gilberto Gil, la prestigiosa Medalha da Ordem do Mérito Cultural. Lo scrittore americano Allen Thayer, in uno suo testo di quattro anni fa per il magazine Wax Poetics, ha sentenziato: “João Donato merita a pieno titolo un posto tra le leggende della musica brasiliana, accanto a Antonio Carlos Jobim, João Gilberto, Dorival Caymmi, Ary Barroso e tanti altri, nonostante sia una sfida classificare il suo stile musicale”.

 

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55 Roma

 

www.casajazz.it

 

Ingresso:15 euro

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