Insidie del web: furti d’identità ai massimi storici. Nell’ultimo anno 25.000 casi e danni per 200 milioni di euro. La ricerca condotta da Klara Murnau

Insidie del web: furti d’identità ai massimi storici. Nell’ultimo anno 25.000 casi e danni per 200 milioni di euro. La ricerca condotta da Klara Murnau

Le insidie del web aumentano ed è possibile ritrovarsele dietro l’angolo per ogni password troppo accessibile, dati privati inseriti in form online, foto pubblicata sui social network o mail equivoche che richiedono varie coordinate.

E se fino a poco tempo fa la fobia più grande era quella che potesse venire clonata la carta di credito, acquisita oggi la sicurezza nella massima parte delle transazioni, il pericolo reale e più frequente è il furto d’identità che, oltre a violare la privacy e recare danni economici e d’immagine, porta con sé retroscena psicologici allarmanti.

Lo dimostra la ricerca condotta per City Confidential dall’Europol di Klara Murnau che, sulla base dei dati raccolti ha dimostrato l’aumento esponenziale del fenomeno furto d’identità attestatosi negli ultimi mesi ha toccato cifre da capogiro: 25.000 casi per un danno complessivo da 200 milioni di euro.

Furti d’identità: Social Network nell’occhio del mirino

Si tratta “dell’utilizzo improprio di identità digitali clonate per poter diffamare o sfruttare l’immagine dell’originale tramite social network” spiega Klara Murnau per City Confidential su Funweek.it. “Si può diventarne vittime inconsapevoli per il solo fatto di non essere adeguatamente protetti. Le foto pubbliche sui social, quindi alla mercé di tutti, proprio quelle che ci danno l’illusione di avere un briciolo di popolarità, possono diventare ottimo materiale su cui creare esistenze parallele. Ma non basta renderne la visione privata per essere tutelati, in quanto il doppiatore tra le altre ipotesi,  potrebbe anche celarsi con la sua vera identità, proprio tra i contatti approvati”.

Che cosa dice la legge italiana?

“In Italia non esiste una legge che tuteli l’identità digitale” spiega Klara Murnau su Funweek.it “per giudicare questo tipo di crimine si adotta il riferimento legislativo dell’articolo 494 del codice penale, che regola il furto d’identità offline. Siamo definitivamente entrati nell’epoca del  cyber stalking silenzioso?  Uno strano Blade Runner misto Matrix. Improvvisamente il futuro non è mai stato così a portata di click”.

Messi alla berlina per il furto d’identità sono quindi innanzitutto i social network, nella loro infinita gamma, dai più sicuri a quelli meno noti, ma anche le nostre immagini che girano sul web…

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