Il serpente bianco e la fortuna di un giovanotto

Il serpente bianco e la fortuna di un giovanotto

Tra i monti del Trentino e, precisamente nella zona di Fodera Vedla, si narra che anticamente quell’area era infestata da pericolosissime vipere che, oltre ad attaccare gli uomini si nutrivano del latte degli animali che venivano portati a pascolare lì. Pochi, quindi, erano gli audaci che si avventuravano tra quei boschi o che addirittura costruissero le loro abitazioni nelle vicinanze.

 

Lì, in quel luogo, però, l’erba cresceva rigogliosa e sembrava che le mucche o le pecore che brucavano quelle erbe dessero del latte e del formaggio particolarmente buoni e quindi era una zona che, nonostante quello che si diceva, attivava i pastori. Alcuni temerari costruirono le loro abitazioni e le relative stalle ai piedi del Sas dla Pera ma, dopo un primo periodo in cui sembrava che tutte le leggende sui serpenti che si nutrivano del latte e del bestiame fossero solo delle favole ecco che una notte si iniziarono a sentire degli strani rumori provenire dalle stalle e dei versi di animali spaventati. I pastori si alzarono per andare a vedere cosa stesse accadendo e trovarono delle mucche a terra, mezze divorate.

 

Terrorizzati da quello che era accaduto e dal fatto che potevano essere morsi ed attaccati dalle vipere, decisero di andare a consultare un noto stregone di San Virgilio. L’uomo, che ben sapeva quello che accadeva in quei boschi, preparò un sacchetto con erbe e polveri magiche e, nel cuore della notte, si incamminò verso Fodera Vedla. Al tramonto del giorno successivo accese un falò ed iniziò a recitare il suo rituale chiamando a raccolta tutte le vipere che, affascinate dalle preghiere che lo stregone recitava accorsero a frotte e, una ad una si gettarono tra le fiamme.

 

Il rituale continuò per più di un’ora sino a quando, tra le vipere, comparse un bellissimo serpente bianco con in testa una piccola coroncina. Lo stregone appena lo vide capì il pericolo che stava correndo ma non fece in tempo a fare nulla che il serpente bianco gli si avvicinò, lo avvolse tra le sue spire e lo trascinò con se nel fuoco. Al mattino seguente, i pastori, curiosi, andarono nel bosco dove lo stregone aveva detto che avrebbe fatto il suo rituale e, al posto dello stregone come pensavano di trovare, videro buca molto grossa piena di cenere. Tra i curiosi vi fu un giovanotto che, tra le ceneri scorse la coroncina del serpente, la raccolse e, da quel momento i suoi guai finirono, divenne ricco e potente.

 

C’è chi, ancora oggi, durante le notti di luna piena dice di aver visto un falò nel bosco e di aver sentito le urla strazianti di un uomo che chiedeva aiuto

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