Giovanni Palatucci-Nel Segno della Speranza

Giovanni Palatucci-Nel Segno della Speranza

Giovanni Palatucci-Nel Segno della Speranza

Oggi come mai, dentro di noi, batte ancora più forte il cuore di Giovanni Palatucci (1909-1945), il calendario ricorda una data: il 10 febbraio, scorre indietro l’orologio del tempo che sgrana sei colpi, con la chiusura del Concerto dedicato al nostro Eroe nella chiesa di Sant’Ignazio in Loyola a Roma in Campo Marzio, si alzano le note dell’Inno “Come Gesù” composto e tradotto in diverse lingue dall’autore compositore Florence Astaire e del Rettore Padre Vitale Savio, Presidente della Fondazione “Amici di Giovanni Palatucci”.

Chi era Giovanni? Un poliziotto italiano, vice commissario aggiunto di pubblica sicurezza e Medaglia d’oro al merito civile, che seguì i propri ideali, con fede e coraggio, anche a rischio della sua vita. In una lettera ai genitori scrisse: «Ho la possibilità di fare un po’ di bene, e i beneficiati da me sono assai riconoscenti. Nel complesso riscontro molte simpatie. Di me non ho altro di speciale da comunicare.» Negli ultimi anni della sua breve vita, dall’8 settembre 1943, fu reggente della Questura di Fiume (Rijeka, Croazia); l’anno dopo, il 13 settembre 1944, fu arrestato dai tedeschi delle SS, tradotto nel carcere di Trieste, deportato – con il numero 117826 – il 22 ottobre 1944 nel campo di sterminio di Dachau dove morì due mesi prima della liberazione, il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni.

Durante la sua presenza a Fiume come funzionario di pubblica sicurezza, Giovanni Palatucci aveva salvato la vita a più di 5000 persone che fuggivano dalle persecuzioni, soprattutto gli ebrei che erano continuamente sterminati dalla Gestapo. La sua attività di salvataggio consisteva nell’imbarcare ogni notte, in diverse ondate, il più possibile di persone, con la speranza di portarle verso la libertà. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 15, 13).

Giovanni Palatucci nel 1990 lo Yad Vasheem, Ente nazionale per la memoria della Shoah dello Stato di Israele, lo ha dichiarato “Giusto tra le Nazioni”, nel 1995 è stato insignito della medaglia d’oro al merito civile, mentre il Vaticano, nel 2014, lo ha proclamato “servo di Dio” ed è in corso il percorso per la Sua beatificazione.

F.A.

Fra Camille M. Jacques o.s.m.

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