Gennaro Marchese, il creatore di tendenze a livello internazionale

Gennaro Marchese, il creatore di tendenze a livello internazionale

Gennaro Marchese, il creatore di tendenze a livello internazionale. Gennaro Marchese, un volto, un nome e un personaggio che in molti conoscono. Gennaro si è fatto strada nel mondo dello spettacolo, del cinema e della televisione grazie alla sua bravura, al suo estro e alla sua professionalità ma anche per la sua simpatia. Siciliano di nascita ma romano d’adozione è riuscito a realizzare il suo sogno dopo un percorso tutto in salita. Ha debuttato a Milano come modello, era un lavoro che lo appagava e soddisfava molto poi, il colpo di fulmine che lo ha fatto volare nella capitale da dove è iniziata la sua bellissima avventura al fianco di star a livello mondiale diventando anche lui un divo baciato dalle luci dei riflettori.

 

Cosa ti affascina nella tua professione?

Il fascino della mia professione, è legato necessariamente al mondo dell’arte. Come in un quadro  devo seguire ombre sfumature e chiaro scuro. Io mi sento un pittore e come tale agisco e do vita al mio estro che poi è legato alla bellezza delle donne e al loro universo.

Quale delle tante culture ti affascina di più?

Intanto la cultura in generale, faccio mio tutto quello che mi affascina e lo trasmetto insegnandolo. Come appunto la pittura, le epoche, gli scrittori come per es; scopenhauer, poi ancora il cinema che adoro, la musica degli anni 80. L’antiquariato in particolare l’art Deco.

Il tuo stile, le tue creazioni hanno a volte un tocco esotico altre grintoso. Come fondi la tua arte con il soggetto che hai davanti?

Non so come mai e perché ma il mio stile si riconosce, inconsapevolmente escono fuori le due caratteristiche che mi hai detto. Di fatto il mio stile si adegua ai tempi e spesso sono un precursore come per le tendenze di moda. Innanzitutto studio chi ho davanti e, in base alle sue caratteristiche e a quello che mi trasmette creo.

Hai truccato personaggi del panorama nazionale e internazionale con chi ti sei trovato meglio? E con chi vorresti lavorar nuovamente?

Di solito non ho problemi con nessuno. Metto tutti a loro agio e questo mi riesce molto bene grazie anche al mio modo di essere. Sono una persona solare e divertente. Prima di cominciare faccio sempre una chiacchierata, studio il loro viso e poi comincio. Ti assicuro che la maggior parte delle donne che ho truccato sono tornate. Non ho particolari preferenze per me sono tutte bellissime .

Secondo te a che età si può iniziare a usare un filo di trucco e quando si dovrebbe smettere se si deve smettere?

Alle giovanissime non consiglio mai di truccarsi, se non in momenti di bisogno. Il trucco è un accorgimento, un dettaglio, fa la differenza. Bisogna intervenire solo se serve. A volte fil make-up fa solo dei danni. Se uno non è in grado di truccarsi adeguatamente il risultato ottenuto è terribile e, spesso, vedo donne truccate malissimo. In quel caso sono dispiaciuto, un trucco ben fatto è tutto.

Con l’età bisogna essere consapevoli e riflettere,  non parlo solo di make-up ma anche del modo di pettinarsi e di vestirsi. Bisogna saper accettare la propria età e adeguarsi anzi, valorizzarsi.

 

Trucchi per nascondere i segni del tempo?

No!!!! Io trucco per dare un aspetto gradevole indipendentemente dall’età che ha la donna che ho davanti. Ci si può truccare anche ad 80 anni, basta solo sapere come. Con poco e fatto bene,  si fa tanto. È la luminosità che conta.

Qual è l’errore più comune che si fa quando ci si trucca da soli?

L’errore che si fa spesso quando ci si trucca da soli sai qual’è?  Che non ci si conosce mai abbastanza, quindi si cade in degli errori madornali. Come la scelta del fondotinta, degli ombretti o dei rossetti.

E’ vero che un buon trucco fa miracoli?

Dipende se il trucco è  fatto bene, molti si improvvisano truccatori, ma, sono negati, non hanno il senso delle proporzioni delle correzioni, dei volumi. Giuro ne conosco tanti. Pensa che tra questi ve ne sono alcuni che sono stati addirittura candidati a dei premi, hanno rilasciato interviste e …. purtroppo il loro lavoro è scadente, non sono padroni della materia ma vanno avanti a discapito di chi della sua passione e professione ne ha fatto un’arte e con ottimi risultati. E ho detto tutto!!! Ma sorvoliamo. …..

Nel tuo lavoro hai truccato sia uomini che donne, quali sono le differenze nel make up? Gli uomini sono meno o più esigenti delle donne?

Quando c’è l’esigenza, se chiesta! Soprattutto al cinema, in tv, o per le foto. Non c’è uomo ne donna ma distinzione, se serve si fa.

Un piccolo consiglio che vorresti dare ai giovani che vogliono seguire le tue orme?

Il consiglio che posso dare è di studiare, approfondire, inventare stili, farsi riconoscere, avere personalità. Capire cosa si sta facendo, seguire l’istinto artistico, la vocazione. Non improvvisarsi! In questo modo non si va da nessuna parte. Il trucco è davvero un’arte, è pratica,  impegno.

Sai chi mi diede l’imput di cominciare? Un grandissimo che ora non c’è più  il maestro “Enzo Amato ” truccatore storico della Rai  nonché personale di Mina colui che si inventò la rasatura delle sopraciglia. Conosceva la mia passione e mi fece un esame: mi diede un foglio, mi chiese di disegnare un volto in bianco e nero, dalle sfumature e dai tratti che tracciai capì la mia potenzialità e  mi disse che sarei diventato un ottimo truccatore. Ottimo o grande non sono io che posso dirlo. Ma sicuramente mi sono molto impegnato .  Grazie

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