Francesco De Gregori in concerto all’Estragon di Bologna

Francesco De Gregori in concerto all’Estragon di Bologna – Dopo il tour estivo che lo ha visto riempire le piazze di Festival come Il Traffic di Torino e le manifestazioni di varie località e spazi (Segesta, Tindari, Dolomiti Val di Fassa, etc.), Francesco De Gregori sceglie di suonare, per tutto l’autunno, nei Club e su piccoli palcoscenici davanti a poche centinaia di persone per recuperare un rapporto più diretto col suo pubblico. 

Sabato 29 ottobre l’autore di “Generale”, “La donna cannone”, “Viva l’Italia” e di tanti altri grandissimi successi sarà in concerto all’Estragon di Bologna (via Stalingrado 83, Parco Nord).

Francesco De Gregori sarà accompagnato sul palco da Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti al pianoforte, Alessandro Valle al pedal steel guitar e alla chitarra, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre e naturalmente Guido Guglielminetti, storico capobanda, al basso e Elena Cirillo, violinista e vocalist.

Il concerto all’Estragon avrà inizio alle ore 22. L’ingresso costa 20 euro.

I biglietti sono ancora disponibili e saranno in vendita alle casse dell’Estragon a partire dalle ore 21.

Per informazioni: 051 323490 (Estragon), 051 0955199 (Estragon Shop), www.estragon.it

La serata proseguirà alle ore 24,30 con la Fujiko Night di Dj MINGO (gratuito). Special guest:  Moreno Spirogi.

BIOGRAFIA

Francesco De Gregori nasce a Roma il 4 aprile del 1951. Trascorre parte della sua infanzia a Pescara per poi fare rientro stabilmente nella Capitale alla fine degli anni Cinquanta. A Roma frequenta il liceo classico Virgilio, dove vive in prima persona gli eventi e i fermenti politici del movimento studentesco del ’68. Fortemente ispirato dalla musica e dai testi di Fabrizio De Andrè, ma anche successivamente dalle canzoni di Bob Dylan, De Gregori inizia ad esibirsi, appena sedicenne, al Folkstudio, presentato dal fratello maggiore Luigi, anche lui musicista.

Il 1972 è l’anno dell’esordio discografico. “Theorius Campus” vede De Gregori condividere con l’amico Venditti, anche lui al suo primo disco, questo lavoro ancora acerbo dove la canzone più interessante (almeno per quanto riguarda De Gregori) è “Signora Aquilone” . Nonostante il deludente riscontro commerciale di “Theorius Campus” l’anno successivo, grazie alla coraggiosa produzione di Edoardo De Angelis, Francesco De Gregori realizza, per la it di Vincenzo Micocci, il 33 giri “Alice non lo sa”. La title-track “Alice” partecipa alla manifestazione “Un disco per l’Estate”, classificandosi ultima. Il disco ottiene comunque un discreto successo e conferma De Gregori come uno dei cantanti emergenti più amati dal pubblico giovanile d’avanguardia.

Nel 1974 esce l’intimo “Francesco De Gregori”, in cui trovano spazio canzoni assai personali, visionarie ed ermetiche. Fra i titoli spiccano “Niente da capire”, “Bene”, “Cercando un altro Egitto”. Allo stesso anno risale la collaborazione con Fabrizio De Andrè. La firma di De Gregori appare in cinque canzoni, fra cui “La cattiva strada” e “Canzone per l’estate”, che faranno parte di “Volume VIII”, il nuovo album del cantautore genovese.

Il 1975 è l’anno di “Rimmel”, album che contiene canzoni destinate a diventare classici della musica italiana. “Rimmel”, “Pablo”(scritta insieme a Lucio Dalla), “Buonanotte fiorellino”, “Pezzi di vetro” potranno vantare in futuro centinaia di esecuzioni dal vivo da parte del loro autore.
“Bufalo Bill”, del 1976, viene definito dallo stesso De Gregori “il disco più riuscito”. Tra i brani di spicco, titoli di eccezionale bellezza come “Atlantide”, “Santa Lucia”, “L’uccisione di Babbo Natale” e la stessa “Bufalo Bill”.

Subito dopo l’uscita di “Bufalo Bill” De Gregori subisce, nel corso di uno spettacolo a Milano, una violenta contestazione da parte di un gruppo politico di estrema sinistra legato ad Autonomia Operaia. L’episodio va inserito nel clima di intolleranza creato in quel periodo dalle frange più estreme dei gruppi extraparlamentari che attraverso l’azione violenta nei concerti di massa (analoghi episodi avvennero con Lou Reed, Santana, Patti Smith), perseguivano l’intento di coinvolgere il pubblico giovanile e contemporaneamente di monopolizzare l’organizzazione e la gestione, anche economica, dei concerti. Qualche tempo dopo De Gregori, commentando l’episodio, dirà: “Per come si erano messe le cose avrebbero anche potuto spararmi: è stato un piccolo momento della strategia della tensione”.

Dopo un intervallo di due anni viene pubblicato, nel 1978, un nuovo album. “De Gregori” contiene altre canzoni memorabili come “Natale”, “Raggio di sole”, “Due zingari” e “Generale”, quest’ultima destinata a diventare famosissima.

Nel 1979 Francesco De Gregori torna ad esibirsi in pubblico. Insieme a Lucio Dalla e a un giovanissimo Ron porta negli stadi italiani un tour importante e di grandissimo successo, “Banana Republic”, che riapre l’epoca dei grandi concerti di massa dopo il periodo buio delle violenze e delle contestazioni . Dalla fortunata tournèe vengono tratti un disco (oltre 500.000 copie vendute) e un film.

A breve distanza di tempo viene registrato in studio l’album “Viva l’Italia”, per il quale, con l’intenzione di fondere tra loro melodia italiana e sonorità internazionali, De Gregori si avvale della produzione di Andrew Loog Oldham (ex produttore dei Rolling Stones) e dell’apporto di ottimi musicisti statunitensi.

Il 1982 è l’anno di “Titanic”. “La leva calcistica della classe ’68”, “Caterina”, “I muscoli del capitano” e “L’abbigliamento del fuochista” vanno così ad aggiungersi a un repertorio ormai consolidato.

Nel 1983 Francesco De Gregori pubblica la sua canzone forse più famosa, “La donna cannone”, ispirata da un articolo di cronaca che racconta la crisi di un circo ormai orfano del suo numero di maggior successo fuggito per inseguire un suo grande amore. Nello stesso mini-album o Q -Disc (5 canzoni) vi sono “Flirt”, composta per un film con Monica Vitti, e “La ragazza e la miniera”.

Frutto della produzione di Ivano Fossati è “Scacchi e Tarocchi” del 1985, album con il quale De Gregori conclude il rapporto con la Rca. Al suo interno, tra le altre, “La storia”, la malinconica “Ciao ciao” e “A Pa’”, dedicata idealmente alla figura di Pier Paolo Pasolini.

Francesco De Gregori continua ad esibirsi fino al 1987, quando con l’album “Terra di nessuno” e con canzoni come “Nero”, “I matti” e “Pilota di guerra”, quest’ultima ispirata alla vita di Saint Exupery, inizia a incidere per la Cbs.

Il disco successivo è “Miramare 19.4.89” in cui l’ancora attualissima “Bambini venite parvulos” e altre canzoni come “Dottor Dobermann” e “Cose”, presentano un De Gregori in continua evoluzione.

Dopo i 3 album live “Catcher in the sky”, “Musica leggera” e “Niente da capire” (usciti nel 1990 contemporaneamente), nel 1992 l’autore romano si ripresenta ancora più maturo musicalmente con l’album “Canzoni d’amore”, prodotto da Vincenzo Mancuso e capace di alternare grande poesia (“Tutto più chiaro che qui”, “Povero me”) a episodi musicalmente più muscolari come “Adelante! Adelante!” e “Viaggi & miraggi”.

Dopo i due dischi dal vivo, “Il bandito e il campione” e “Bootleg”, giungono quattro lunghi anni di silenzio, durante i quali De Gregori si improvvisa editorialista su l’Unità diretta da Walter Veltroni. Il ritorno sul mercato è del 1996, quando nell’album “Prendere e lasciare”, prodotto da Corrado Rustici, il pubblico di De Gregori scopre nuove sonorità e arrangiamenti più moderni e spiazzanti (“L’agnello di Dio”), a tratti lontani da quelle soluzioni acustiche di cui l’artista si era servito agli inizi della sua carriera. Ma nuova e spumeggiante è anche la ricerca sulla parola, presente in canzoni come “Un guanto” o “Rosa rosae” e “Compagni di viaggio”. Dal tour immediatamente successivo viene tratto un doppio cd impreziosito dall’inedita “La valigia dell’attore”, scritta per Alessandro Haber, da “Dammi da mangiare”, già cantata da Angela Baraldi e da “Non dirle che non è così”, struggente versione italiana di quella “If You See Her, Say Hello” che Bob Dylan aveva inserito nel suo “Blood On The Tracks” del 1975.

La raccolta “Curve nella memoria” (1998), destinata principalmente al mercato francese, raccoglie i maggiori successi pubblicati da De Gregori negli ultimi 15 anni per l’etichetta CBS SONY.
“Amore nel pomeriggio”, pubblicato nel gennaio 2001, inaugura per Francesco De Gregori il terzo millennio ed il quarto decennio di attività discografica.

L’album contiene 11 nuovi brani ed è prodotto da Guido Guglielminetti, da anni fedele collaboratore di De Gregori. In due brani ci sono collaborazioni eccellenti: in “Il cuoco di Salò” Franco Battiato, come arrangiatore e produttore; in “Natale di seconda mano” il premio Oscar Nicola Piovani. “Amore nel pomeriggio” conquista la Targa Tenco in qualità di miglior album del 2001 e il titolo di miglior album pop/rock italiano al referendum di Musica & Dischi mentre a Il cuoco di Salò va l’Italian Music Award per il miglior testo.

A partire da marzo, dopo tre anni di assenza dai palcoscenici, De Gregori, sotto la direzione artistica di Guido Guglielminetti, affronta un nuovo tour, che prosegue fino a settembre dando vita al live album “Fuoco amico – live 2001”, pubblicato nel gennaio 2002.

Nell’estate dello stesso anno De Gregori intraprende un tour eccezionale insieme a Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron. L’evento viene documentato dal doppio live album “In Tour”, pubblicato nel novembre 2002.

Nello stesso periodo esce nei negozi “Il Fischio del vapore”, l’album di Francesco De Gregori e Giovanna Marini contenente alcune fra le più grandi canzoni popolari italiane riarrangiate per l’occasione ed interpretate a due voci. Fra i titoli, oltre a “Bella Ciao” nella versione originale delle mondine, anche “Sacco e Vanzetti”, “I treni per Reggio Calabria”, “L’abbigliamento di un fuochista” e “Il tragico naufragio della Nave Sirio”. L’album ottiene un grandissimo successo superando le 150.000 copie vendute.

Nel novembre dell’anno successivo escono in contemporanea “Mix” e “Mix Film”, un doppio cd e un dvd che, senza ubbidire a cronologie o a qualsiasi altro criterio di compilazione, offrono in 31 brani per due ore e mezzo di musica e quasi altrettante di immagini.

25 marzo 2005: esce “Pezzi”, il nuovo album. Un titolo volutamente privo di chiavi di lettura con soltanto (forse) uno scarno riferimento ad un mondo sgangherato e feroce che nessuna politica sembra più poter salvare come nella spietata “Vai in Africa Celestino!” , il primo dei dieci titoli che compongono l’album. Un lavoro che per la sua cruda sincerità, per la tensione emotiva che lo percorre e per l’urticante realismo dei testi non può che riappropriarsi di un linguaggio decisamente rock, lontano dall’estetica pop come da qualsiasi tentazione cantautorale.

Il 17 febbraio 2006 esce “Calypsos”, orientato su sonorità più raccolte ed acustiche, mentre nell’autunno 2007 è la volta di un nuovo CD-DVD live dal titolo “Left & Right – Documenti dal vivo” che racconta per suoni e immagini il tour invernale portato in giro per gli stadi italiani.

Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 De Gregori è in tour teatrale. Nel corso dello spettacolo sono proposte due nuove canzoni: “Finestre rotte”, un rock-blues molto vibrato, e “Per brevità chiamato artista” – titolo ripreso dalla definizione legale presente sul suo primo contratto firmato con la IT – che sono contenute nel nuovo album, “Per brevità chiamato artista”, pubblicato il 23 maggio.

Il 2010 si apre con la notizia di un nuovo concerto di De Gregori insieme a Lucio Dalla, a oltre trent’anni dai fasti di Banana Republic, con la denominazione Work in progress. Nel corso della serata i due presentano, oltre alle canzoni note, un inedito intitolato “Non basta saper cantare” e annunciano l’uscita, in occasione del tour, di un prossimo album condiviso, sempre intitolato “Work in Progress”. Il 22 marzo 2010 Dalla e De Gregori conducono inoltre la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata Due, durante la quale si esibiscono singolarmente e in duetto, tra cover e brani dei loro repertori. Dopo il grandissimo successo della fase estiva del Duemiladieci Work In Progress Tour di Dalla De Gregori, che ha registrato il tutto esaurito nelle più importanti città italiane, il tour riparte a fine novembre. Durante i concerti oltre ai loro grandi classici (circa 30 canzoni), Dalla e De Gregori propongono alcuni brani inediti composti negli ultimi mesi come “Solo un Gigolo'”, “Gran turismo” e “Non basta saper cantare”. Il 16 novembre esce il nuovo doppio Cd live “Work in Progress ” e un dvd intitolato “Back to back” reportage del Tour.

Web: www.francescodegregori.net

Articolo precedenteTruffa dello specchietto
Articolo successivoProsegue a ritmi serrati la lotta alla prostituzione, allo spaccio di droga e al crimine