Fari culturali del Mediterraneo

Fari culturali del Mediterraneo

Fari culturali del Mediterraneo

Italia | Spagna | Grecia | Tunisia

Concerti | Spettacoli | Laboratori | Incontri

Marzo – Novembre 2019

Un ponte che attraversa il Mediterraneo con la musica, l’arte, il teatro. E’ questa l’anima del progetto “I Fari culturali del Mediterraneo” sostenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali per la direzione artistica di Maurizio Stammati, promosso dall’Associazione Culturale Collettivo Teatrale Bertolt Brecht di Formia diretta da Stammati, dall’associazione culturale Errare Persona di Frosinone con la direzione artistica di Damiana Leone e dal Centro R.A.T- Teatro dell’Acquario di Cosenza con la direzione artistica di Antonello Antonante.

Si accenderanno da marzo a novembre sei Fari in luoghi diversi del Mediterraneo: Manouba in Tunisia (29-30-31 marzo), Siviglia in Spagna (8-9-10 novembre), Patrasso in Grecia (10-11-12 maggio), Formia (24-25-26 agosto), Frosinone (25-26-27 ottobre) e Cosenza (11-12-13 luglio). Prenderanno vita, così, sei festival interculturali in cui gli artisti dei partner stranieri, l’associazione Il Faro di Patrasso, A.C.POR La Investigation Y Desarollo del Teatro Profesional en Andalucia di Siviglia e Maraya di Tunisi, si alterneranno agli artisti delle compagnie italiane.

I Festival in rete prevedono letture all’alba nei luoghi archeologici più suggestivi della città, tavoli di incontro multiculturali sulle arti mediterranee, work shop con studenti, spettacoli serali dei soggetti italiani e della compagnia straniera. Un ponte che si traduce in occasioni di formazione, in promozione di progetti ed iniziative comuni volti allo sviluppo di una cultura di integrazione e di pace, di diversità come ricchezza ed occasione di crescita.

Una comunità ideale e concreta come quella del Mediterraneo, fucina secolare di tradizioni e arte in tutte le sue forme, un “marchio” distintivo tra cibo, paesaggio e costumi, un patrimonio da preservare. Anche il Mediterraneo come terra di conflitti, di focolai sempre accesi, come un mare maledetto è al centro del progetto che investe nella cultura come unione, nella conoscenza come un ponte tra popoli e Paesi.

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