Famiglie a teatro: Va dove ti porta il piede. Il primo appuntamento della XIV Edizione della stagione dedicata ai bambini e alle famiglie del Teatro Bertolt Brecht

Famiglie a teatro: Va dove ti porta il piede. Il primo appuntamento della XIV Edizione della stagione dedicata ai bambini e alle famiglie del Teatro Bertolt Brecht

Famiglie a teatro: Va dove ti porta il piede. Il primo appuntamento della XIV Edizione della stagione dedicata ai bambini e alle famiglie del Teatro Bertolt Brecht – Il teatro pieno è sempre un’emozione ma quando le poltrone si riempiono di gambe ciondolanti che non arrivano a toccare terra la magia del teatro inizia a fare effetto. In questa immagine un po’ sorniona è custodito il segreto della stagione Famiglie a Teatro, una favola lunga 14 edizioni che ogni domenica alle 17 con 4 euro di ingresso porta a teatro centinaia di bambini e famiglie.

Promossa dal Teatro Bertolt Brecht di Formia in collaborazione con l’Ipab SS. Annunziata e nel circuito dei Teatri riuniti del golfo, la XIV Edizione avrà inizio domenica 10 Novembre al Teatro Remigio Paone con uno spettacolo straordinario: Va dove ti porta il piede di e con Laura Kibel.

Il primo spettacolo che Laura Kibel ha destinato ad un pubblico internazionale e di tutte le età; un contenitore di storie con messaggi chiari e semplici. Sono i pezzi classici del suo repertorio; l’Angelo e il diavolo, la Strega pasticciona, i Teneri sposini, e la Musicista cialtrona. Ritmo rapido, ricchezza di colori e varietà dei temi proposti sono la formula vincente di questo spettacolo sorprendente.

Questo teatro di figura è l’unico in cui i “burattini” sono vivi, in carne ed ossa; infatti i protagonisti dei brevi racconti senza parole che compongono lo spettacolo, sono proprio le parti del corpo di Laura Kibel, che veste e trasforma i suoi piedi, le sue gambe, mani, ginocchia ed altro in fantastiche creature che amano soffrono e divertono. Questa straordinaria tecnica si animazione sorprende e incanta ogni spettatore che davanti ai suoi occhi vede le piante dei piedi trasformarsi in facce vive ed espressive, o un ginocchio diventare una buffa capoccia pelata in un susseguirsi di drammaturgie ironiche, poetiche o dissacranti.

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