Eugenia Costantini, un concentrato di sensualità e di bellezza

Eugenia Costantini, un concentrato di sensualità e di bellezza

Eugenia Costantini, un concentrato di sensualità e di bellezza. Fascino indiscusso e sguardo sensuale, un connubio esplosivo speziato da esperienza, studio e tenacia, sono gli ingredienti che hanno trasformato Eugenia Costantini in una delle attrici italiane più seguite e amate. La sua carriera è stata costellata di soddisfazioni e successi. Il suo non è stato un percorso facile, si è dovuta impegnare molto per scalare quella vetta chiamata “successo”. L’abbiamo vista calcare le assi del palcoscenico e “bucare” con la sua bellezza il piccolo e grande schermo.
Tra le esperienze che hai vissuto quali sono quelle che ti hanno lasciato un segno nel cuore o che ti hanno appassionato?

Ricordo con orgoglio e piacere la serie tv ‘Boris’. E’ stata una bellissima esperienza, di altissimo livello sia per il lavoro di scrittura degli autori/sceneggiatori/registi, che per gli attori con cui ho recitato. Oltretutto un prodotto raro, serio ed esilarante allo stesso tempo. Poi è stato importante per me il film di Edoardo Leo, ’18 anni dopo’, perché mi ha fatto vincere una borsa di studio a New York dalla meravigliosa acting coach Susan Batson, la coach personale di Nicole Kidman, Juliette Binoche e tanti altri.

E quindi ti sei trasferita nella Grande Mela per studiare.

Si sono andata lì due volte dal 2011, e sono qui di nuovo proprio in questo momento per proseguire il mio percorso in questa scuola dove non finisci mai di imparare e di metterti in gioco. L’atmosfera è straordinaria, piena di energia e di entusiasmo. È anche molto faticoso, ma ne vale la pena, ogni giorno c’è una nuova sfida da affrontare, ogni traguardo viene raggiunto con impegno e sudore, e tutte le difficoltà di questo mestiere che può essere molto duro, per me qui trovano un senso. Poi sto anche facendo uno stage di canto, con relativo spettacolo/musical a fine mese in un teatro di Broadway, e questa è la parte divertente del mio programma di studi, sempre se non prendo una stecca!

Un ritorno sui banchi di scuola?

Se vogliamo metterla in questo modo, si. Del resto io a scuola ero una vera capra e una scansafatiche,ed è a scuola di teatro e poi qui a New York che ho scoperto di poter esser anche una gran secchiona. La recitazione è la mia redenzione.

 

Quali sono stati i tuoi ultimi lavori?

Negli ultimi tre anni ho avuto modo di fare delle esperienze molto interessanti che mi hanno permesso di diversificare il mio lavoro. Tra queste c’è stato un film germano-austro-tirolese intitolato ‘La montagna silenziosa’, con un cast davvero eccellente tra cui William Moseley (Le cronache di Narnia) nei panni del protagonista; una storia d’amore e di guerra ambientata durante la prima guerra mondiale, dove ho per la prima volta affrontato un ruolo romantico e drammatico allo stesso tempo, se vogliamo anche molto classico nel senso nobile del termine.
L’unica cosa che rimpiango è che il film non sia uscito in Italia. Subito dopo ho interpretato un ruolo molto divertente in ‘Una famiglia perfetta’ di Paolo Genovese, anche qui con un cast fortunatissimo, dove ho avuto la possibilità di giocare invece su delle corde comiche e ironiche, cosa che mi piace e mi stimola sempre molto.

So che hai recitato anche in ‘Maraviglioso Boccaccio’ dei fratelli Taviani e in ‘L’età d’oro’ di Emanuela Piovano. Cosa mi dici di questi due film?

Sono due lavori diversi tra loro ma entrambi molto importanti. Il film dei Taviani è un lavoro prezioso, è stato un viaggio in un mondo ormai lontano, favolistico, onirico e suggestivo, ricco di cultura, elaborato con una meticolosa cura per ogni dettaglio. Un esperienza molto arricchente.  Girare ‘L’età d’oro’, che ancora non è uscito al cinema, è stata un esperienza particolare, curiosa, inconsueta. Interessante sia per il significato che la storia ha per la regista (una sorta di omaggio ad Annabella Miscuglio, una delle fondatrici del Filmstudio a Roma), sia perché parla appunto di cinema con amore. Il mio ruolo poi è molto bello. È stata un esperienza speciale, anche perché ho recitato per la prima volta con mia madre, ed è andato tutto liscio!

In che cos’altro ti sei cimentata?

Il 31 maggio scorso sono tornata da una lunga tournée teatrale, in cui ho interpretato Viola nella commedia ‘La dodicesima notte’ di Shakespeare, per la regia del grande maestro Carlo Cecchi, il quale vestiva i panni di Malvolio. Un esperienza a tratti meravigliosa e a tratti durissima, ma in assoluto la più formativa che abbia mai fatto. Questo spettacolo si riprenderà a febbraio 2016 sempre in tournée.

Quest’estate ti sei concessa ben poco tempo per rilassarti e riposarti.

In questo mestiere le vacanze a volte sono forzate, e altre volte te le devi prendere tu quando senti che te lo puoi permettere, comunque una piccola parentesi per me sono riuscita a ricavarla, ma per lo più ho lavorato. Ho avuto un piccolo ma divertente ruolo nel secondo film da regista di mia madre, ‘Assolo’, inoltre l’ho aiutata a preparare il suo ruolo (oltre che regista lei è anche la protagonista del film), allenandomi così negli aspetti registici di questo lavoro; la regia e la scrittura mi sono sempre piaciute fin da bambina, ed è mia intenzione tentare anche questa strada prima o poi.

Te la senti di dare un consiglio a chi si vuole avvicinare al mondo dello spettacolo?
A chi vuole fare questo mestiere consiglio di studiare molto e sperimentare il più possibile, cercando il maestro o il metodo che più gli è consono, avere molta disciplina e forza di volontà, e non lasciarsi MAI abbattere e scoraggiare; il mondo dello spettacolo può essere crudele e spietato, ma se dentro di sé si sente questa passione bisogna andare avanti, perché sarebbe un vero peccato rinunciare ai propri sogni per darla vinta a un sistema che con l’arte ha ben poco a che fare.

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