Eleonora Albrecht si racconta

Eleonora Albrecht si racconta

Bellezza esplosiva del cinema italiano, cocktail di grinta e di dolcezza, autrice e regista di un cortometraggio ma soprattutto attrice apprezzata. Stiamo parlando di Eleonora Albrecht attrice italiana con origini tedesche e russe. Figlia d’arte, entrambi i genitori erano ballerini classici al Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora a 17 anni si trasferisce a Parigi per effettuare gli studi in stiliamo ma, ben presto, la sua passione inizia a farsi strada e comincia a frequentare la scuola di recitazione d’arte drammatica francese Les Cours Florent. Da quel momento in poi Eleonora non si è più fermata. Ha proseguito gli studi a Los Angeles, a New York per poi approdar a Roma dove, con il suo fascino e la sua bravura ha letteralmente bucato il grande e piccolo schermo recitando, solo per citare alcuni, in Ris 5 Delitti Imperfetti, I Liceali 3, Ho sposato uno sbirro 2, Provaci ancora Prof! 4, Don Matteo 8, Che Dio ci aiuti 2, al cinema l’abbiamo vista come protagonista nell’ultimo film di Enzo G. Castellari Caribbean Basterds, Se sei così, ti dico di sì di Eugenio Cappuccio, Un giorno speciale di Francesca Comencini ma ora facciamo parlare lei, Eleonora che gentilmente ci ha concesso un’intervista.

 

Il fatto che tua madre fosse una grande ballerina ha influito in qualche modo con la tua scelta di diventare un’attrice?

 

Sicuramente c’è stata un’influenza a livello artistico, oltre che affettivo, ma la scelta è stata mia ed è avvenuta attraverso un percorso di distacco dalla famiglia, oltre che di studi precedenti alla scuola di teatro (studi in stiliamo a Parigi). Quindi, non sono stata direttamente influenzata dalla mia famiglia, attiva nel teatro e nella danza, ma è un mondo che mi appartiene dentro inconsapevolmente.

 

So che hai sfilato per Luigi Borbone, se ti proponessero di percorrere nuovamente la passerella lo faresti?

 

A 13 anni ho iniziato il mio percorso di modella ed ho sfilato per molti stilisti e couturier sia in Italia che a Parigi e Londra. Con Luigi è stata una delle tante belle esperienze professionali che ho avuto nel campo della moda.

 

Hai lavorato sia in televisione sia nel cinema. In quale dei due campi ti sei trovata meglio e quali sono le differenze secondo te?

 

Mi sono trovata bene in entrambi i mondi, seppur in televisione ci siano dei ritmi molto più frenetici. La differenza è questa, anche se poi ugualmente al cinema ormai devono fare le cose in fretta per mancanza di grandi budget. In ogni caso, ho sempre avuto belle esperienze e ricordi (tranne forse un paio…).

 

Con quale regista ti sei trovata meglio e con chi vorresti lavorare in futuro?

 

Mi sono trovata benissimo con Eugenio Cappuccio e Francesca Comencini, ma anche con Enzo G. Castellari che mi ha voluta come protagonista del suo ultimo film (“Caribbean Basterds”). Vorrei lavorare in Italia soprattutto con Giuseppe Tornatore e Bernardo Bertolucci, in Francia con Roman Polanski, il mio regista preferito.

 

Hai scritto e diretto due cortometraggi. Com’è nata l’idea e quali sono state le difficoltà che hai incontrato?

 

Il mio ultimo cortometraggio si chiama “Madame & Monsieur”, attualmente lo sto mandando ai festival. Non ci sono state grandi difficoltà in quanto magicamente si è incastrato tutto alla perfezione, sia in pre-produzione che post. Le mie idee erano molto chiare quando ero sul set, in quanto ci ho lavorato meticolosamente ed ho avuto molto tempo per pensarci, visto che l’avevo scritto 5 anni prima di realizzarlo…  Le idee non so dirti come nascono, appaiono e basta e poi un giorno ti guardi indietro e vedi un filo conduttore. Per quello che mi riguarda, ciò che mi dà emozione al cinema, ma anche in letteratura, sono le storie di solitudine e vite incomprese, che viaggiano tra l’assurdo e il normale finché a un certo punto lo spettatore si rende conto di quale sia la vera realtà… Quindi un misto tra dramma e thriller psicologico, possibilmente con grande angoscia crescente e un finale non del tutto comprensibile di primo sguardo.

 

Hai visitato molte città, tra tutte quale ti è rimasta nel cuore?

 

Tokyo, l’ho visitata per 10 giorni ed è stato favoloso. Vorrei tornarci presto.

 

La carriera e i successi del tuo compagno, Flavio Parenti, sono uno stimolo per te? Come riuscite a conciliare amore e lavoro?

 

Certamente sono uno stimolo e sono molto felice dei suoi successi, tutti meritatissimi. Amore e lavoro si conciliano come in tutte le coppie, solo che a differenza di chi fa un lavoro dove sa che, tranne 3 settimane di ferie l’anno e il week-end, si vede ogni giorno dalle 19 in poi, noi dobbiamo  programmare giorno per giorno. Per il resto non vedo nulla di molto diverso da altre vite con percorsi artistici paralleli.

 

Hai ricevuto il Premio Golden Graal Astro Nascente Cinema 2013 durante una cerimonia agli Studios di Roma, cosa ti ricordi di quel momento?

 

Mi ha onorato ricevere questo premio  e sono stata molto grata alla giuria di avermi premiata con Astro Nascente. E’ stata una bella serata.

 

Cosa ti piace fare nel tempo libero?

 

Ovviamente guardare film e nutrirmi il più possibile di arte e di emozioni. Da mia nonna (la pittrice tedesca Vera Macht, grande artista) ho imparato che si può trovare la bellezza in tutto, anche in un fiorellino cresciuto nell’asfalto di una strada sfasciata di periferia. A me piace avere gli occhi aperti verso il mondo per vedere questi dettagli e sapere che un giorno potranno trovare una forma in una mia espressione artistica.

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