E Poi… Pinocchio in scena al Teatro Eliseo di Roma

E Poi… Pinocchio in scena al Teatro Eliseo di Roma

E Poi… Pinocchio in scena al Teatro Eliseo di Roma – Prosegue anche quest’anno l’impegno, ormai decennale, del Teatro Eliseo per aprire ai più piccoli le porte del mondo magico e incantato del teatro. Dal 12 novembre andrà  in scena E Poi..Pinocchio scritto e diretto da Gigi Palla, con i costumi e le scene di Santuzza Calì.

 

Note di regia

E poi… Pinocchio. Ovvero il difficile compito di essere un bambino.

Potrebbe essere questo il sottotitolo più azzeccato per questo allestimento che, a grande richiesta, la compagnia del progetto bambini del Teatro Eliseo ripropone per la stagione teatrale 2013/2014, dopo il successo dello scorso anno.

Infatti per questa elaborazione del celeberrimo romanzo di Collodi, ho pensato di partire proprio da lì, dal punto in cui l’autore toscano termina la sua opera, con la tanto sudata “metamorfosi” da burattino a bambino, volendo infatti riflettere su quella condizione che noi “grandi” sempre rimpiangiamo, quella dell’età della fanciullezza, che siamo soliti descrivere come spensierata, e a vagheggiarla con malcelata malinconia.

Dimenticandoci che magari non è stato tutto rose e fiori.

Infatti, ogni stagione della nostra vita in realtà ha difficoltà commisurate alla condizione corrispondente e anche l’infanzia non sfugge a questo assunto.

E allora ho immaginato un Pinocchio che, dopo aver sudato tanto per essere un bambino, si trova ad affrontare con dei nuovi occhi, quelli appunto del bambino, tutte le difficoltà della sua nuova condizione, della sua nuova realtà.

Una realtà che ho voluto apparisse al nostro eroe difficile da decifrare e da affrontare; un mondo del tutto diverso da quello disincantato a cui era abituato, un mondo che prevede assunzione di responsabilità, impegno, dovere, obblighi, precetti; un mondo dove tutto appare più complicato: farsi capire dai grandi, farsi accettare dagli amici, difendersi dai bulli della scuola… un mondo frenetico, pieno di impegni, di troppe cose da fare.

In buona sostanza un mondo che è una grande fatica e che in breve lo porterà a rimpiangere la sua antica, spensierata condizione e a desiderare di ritornare indietro, a quando era solo un burattino di legno.

Ed è proprio in questa ricerca della condizione perduta che risiede il nodo drammatico dello spettacolo, il motore dell’azione scenica: una nuova avventura che proprio attraverso questa ricerca porterà Pinocchio ad acquistare rinnovata consapevolezza e fiducia per la sua condizione di bambino.

A fargli da contrappunto in questo viaggio avventuroso nella vita reale ho pensato di inserire tutti i personaggi più importanti del racconto collodiano, anche loro però “contaminati” dalla vita reale, e per questo così trasformati, da apparire spesso irriconoscibili agli occhi del protagonista: una Fata Turchina “trendy” e in cerca di successo nel mondo dello spettacolo, irrimediabilmente concentrata su se stessa e quindi incapace di dare ancora ascolto al suo diletto burattino, un Gatto e Volpe prigionieri nel loro ruolo di imbroglioni ma ormai sempre meno scaltri, un Grillo sempre pedante ma che attua nuove strategie educative, un Lucignolo dj di una discoteca e molti altri ancora.

Ma in questa elaborazione ho anche voluto far rivivere le pagine del romanzo collodiano creando uno spettacolo che alterna alle scene della nuova realtà del Pinocchio bambino, le scene del ricordo del Pinocchio che fu, più direttamente ispirate e fedeli alle pagine del Collodi: un modo per mettere a paragone le due condizioni, del bambino, nuova e presente, e del burattino, rimpianta e passata, per far risaltare il senso di un’esperienza che sostanzialmente appare o verrebbe apparire come un percorso di crescita.

SINOSSI DELLO SPETTACOLO

 

Il nostro spettacolo è costruito sull’alternanza tra le scene che raccontano questa nuova avventura di Pinocchio bambino, contrappuntate da scene che ricordano le avventure del burattino risalenti all’originale collodiano. Qui di seguito riportiamo una sintesi della sequenza delle scene dello spettacolo.

Ma se non volete rovinarvi la sorpresa… beh allora passate oltre!

 

 

Primo atto

 

Scena prima

Pinocchio si sveglia, ormai bambino, ed è subito travolto dal vortice degli impegni, degli obblighi e dei doveri quotidiani di un bambino: la scuola, le attività, i compiti. Decide che questa nuova condizione proprio non fa per lui. Decide di voler tornare ad essere un burattino. Ma come fare?

Scena seconda

Pinocchio si imbatte nel mezzobusto del suo autore, Collodi appunto, al quale chiede di farlo tornare burattino. L’autore toscano tiene però il punto e lo invita a rivolgersi, se proprio ci tiene, alla fata Turchina.

 

Scena terza

Evocata da Pinocchio compare la Fata Turchina accompagnata dal suo fido Medoro. Appare però molto cambiata e molto concentrata su se stessa. Pinocchio stenta a riconoscerla…

Scena quarta

Irrompe il Grillo Parlante che mette in guardia Pinocchio: la Fata Turchina è impazzita! Ha deciso di diventare una velina e percorrere la strada del successo. Pinocchio non vuole crederci e ricorda al Grillo l’episodio in cui la Fata lo salvò convincendolo a prendere la medicina.

Scena quinta

La Fata porta con sé Pinocchio al Paese dei Balocchi, la discoteca in cui dovrà esibirsi nel concorso “Diventa una star”. Pinocchio è titubante: ricorda infatti quanti guai passò a causa del soggiorno nel Paese dei Balocchi. Pinocchio scopre che il proprietario della discoteca è però nientemeno che il suo amico Lucignolo.

 

Scena sesta

Lucignolo conduce con sé Pinocchio al Campo dei Miracoli, una sala giochi abitualmente frequentata dal Gatto e dalla Volpe. E ancora una volta Pinocchio non può fare a meno di pensare all’imbroglio subito dai due lestofanti al Campo dei Miracoli, quand’era burattino. Anche in questa occasione i due tentano di imbrogliare Pinocchio, ma questa volta restano con le pive nel sacco: Lucignolo e Pinocchio vincono una grande cifra, con la quale decidono di fare un viaggio alla volta di Hollywood!

Fine primo atto.

 

Secondo atto.

 

Scena prima

In questa nuova storia l’unico personaggio che non ha cambiato il suo destino è il povero Geppetto, vuoi o non vuoi sempre alle prese con un figliolo scapestrato. Di questo se ne duole con Collodi che lo invita ad aver pazienza e a seguire la nuova avventura del suo figliolo nelle lontane americhe.

Scena seconda

Lucignolo e Pinocchio, nella patria del cinema, decidono per prima cosa di andare a vedersi un bel film: sorprendentemente si ritrovano a vedere il film “Le avventure di Pinocchio”. Alla fine della visione Lucignolo si rende conto che il suo personaggio è stato tagliato. Se ne va su tutte le furie, lasciando solo il povero Pinocchio.

Scena terza

Lo strano bigliettaio che aveva strappato i biglietti ai due ragazzi, si scopre essere Mangiafuoco. Pinocchio lo riconosce. A lui confida i suoi propositi di tornare burattino. Mangiafuoco, grazie ai burattini del suo teatrino, fa rivivere a Pinocchio le imprese che gli consentirono di diventare un bambino vero. Alla fine dello spettacolo, Mangiafuoco chiede ai bambini presenti di convincere Pinocchio ad affrontare senza più titubanze la sua avventura da bambino: riusciranno i nostri amici nell’impresa?

CANZONI DELLO SPETTACOLO

Anche la scelta delle musiche dello spettacolo risponde all’esigenza dell’alternanza tra nuova avventura e ricordo dell’avventura passata. Accanto alle musiche originali composte dal maestro Cercato, le cui basi potranno essere scaricate sul link che troverete sul sito www.teatroeliseo.it, echi di celebri temi dedicati al burattino di legno.

INFORMAZIONI

Spettacolo per bambini da 4 a 11 anni
Recite per le scuole dal lunedì al venerdì ore 10.30 (sabato riposo)

Recite speciali per famiglie: domenica ore 11 + 26 e 27 dicembre ore 16

Biglietti: Bambini 10 € | Adulti 12 € | Bambini scuole infrasettimanali 8 €
Botteghino: via Nazionale, 183  06 4882114 | 06 48872222

Info e prenotazioni scuole e gruppi: tel. 06 48872207 | 06 4746390 | 06 48872220 info@itacaitaca.it

 

Teatro Eliseo, via Nazionale 183 Roma

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