Il duomo di Torino, i suoi segreti e la sua bellezza

Il duomo di Torino, i suoi segreti e la sua bellezza

Il duomo di Torino, i suoi segreti e la sua bellezza. In quella che fu, un tempo, capitale d’Italia, si alternano leggende, simboli e magie al punto che esiste una Torino nella Torino, una magica e l’altra …. densa di simboli e riferimenti.. Tra i monumenti che ho visto e che mi hanno colpito, vi voglio parlare del Duomo e della Meridiana che è sul lato dell’edificio.

Non l’avevo vista, ero affascinata da altri particolari e come molte altre persone ero in fila per andare a vedere la Sacra Sindone che è gelosamente custodita all’interno del Duomo.

 

Mentre ero lì che leggevo le informazioni riportate sulla guida turistica, è arrivata una mia amica, una che abita e che conosce Torino e mi ha preso per un braccio e fatta uscire dalla fila per farmi lei da cicerone.

 

Dopo avermi fatto leggermente allontanare, mi ha indicato una meridiana dicendomi che quella era una meridiana zodiacale e che era perfettamente funzionante. Sapevo che esistevano le meridiane zodiacali, ossia che non scandiscono il trascorrere del tempo ma, che indicano il segno zodiacale del mese in corso ma, non mi aspettavo di vederla proprio a Torino. La cosa non avrebbe dovuto stupirmi visto il concentrato di simboli, energie e cose assai curiose che caratterizzano questa incredibile città.

 

Dopo avermi fatto vedere la meridiana mi fece spostare l’attenzione sulla porta del Duomo che, nella simbologia ha un ruolo importantissimo in quanto rappresenta un punto di contatto tra il mondo visibile e quello invisibile e, la porta rappresenta il luogo esatto dove si entra o dove si esce da quello che è considerato un “tempo speciale”.

 

Come ogni porta, anche quella del Duomo, ha bisogno di una chiave per essere aperta e chiusa e, con mio grande stupore, la mia amica mi ha fatto notare che le chiavi altro non sono che il simbolo di Giove e che, il loro scopo, è quello di aprire o chiudere le porte solstiziali chiamate Janua Coeli e Ianua Inferi. La cosa che mi è sembrata strana è che queste due porte corrispondono alle due feste di San Giovanni (San Giovanni Apostolo e San Giovanni Battista) e che rappresentano il punto di partenza e di arrivo del tragitto che il sole percorre quotidianamente e che, se si guarda bene lo zodiaco, si potrà vedere che corrispondono anche al segno del Cancro ed a quello del Capricorno segni, questi, che si trovano molto spesso sui portali delle chiese medioevali e la cosa mi ha fatto sorridere. Ancora una volta la simbologia del cristianesimo e quella del paganesimo fusi in un monumento e per di più religioso.

 

Ripensando agli studi effettuati a scuola mi sono ricordata che Giano, stranamente e non si sa bene per quali percorsi, è arrivato addirittura a simboleggiare Gesù forse, perche, pur vivendo nel presente guarda al passato ed al futuro contemporaneamente, è come se fosse a conoscenza di tutto a 360 gradi ma, Giano è anche l’iniziatore dei grandi e dei piccoli misteri e le sue chiavi aprivano la porta per accedere sia al Paradiso Celeste che a quello terrestre; ed è noto anche per essere il Signore delle due vie. Tra i molto simboli che lo rappresentano vi è anche una barca quasi a voler indicare che, grazie a lui, si può essere trasportati da una sponda all’altra. Molto probabilmente le due sponde stanno a significare la conoscenza e l’ignoranza, la luce ed il buio, il bene e il male ma, di questo non ne sono sicurissima.

 

La cattedrale è piena di simboli sia internamente che esternamente. Anticamente l’utilizzo della simbologia era necessario per dare un carattere pantacolare alla struttura che doveva considerarsi una specie di riassunto di quello che era ed è l’Universo ed il punto in cui i pagani dovevano essere condotti da una religiosità primaria ad una maggiore conoscenza del Grande Mistero di Dio. Il passaggio doveva avvenire nel momento in cui si varcava la soglia della struttura.

 

Il Duomo di Torino è un bellissimo esempio dell’arte rinascimentale. Si presenta, esternamente, con una facciata, rinascimentale, realizzata con del marmo bianco, ha tre portoni, due laterali e quello centrale che è sormontato da un bellissimo timpano.

 

Sulla sinistra è situata la torre campanaria che è stata realizzata intorno al 1470 ed è stata fatta alzare da Filippo Juvarra nel 1720.
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La pianta della Cattedrale è a forma di croce latina ed il suo interno è decorato con vari stili che si sono affiancati e sovrapposti nel corso dei secoli. Ai suoi lati si trovano numerose cappelle alle quali lavorarono moltissimi artisti importanti tra cui, solo per citarne alcuni, gli architetti Martinez e Talucchi, Guglielmo Caccia, Dauphin, Gonin.

La Tribuna Reale la volle Carlo Emanuele III di Savoia e, sotto di essa si trova una teca all’interno della quale, dal 1998, è custodita gelosamente la Sacra Sindone.

Altra caratteristica di questa Chiesa è che, al suo interno, si trova un grandissimo organo a trasmissione meccanica risalente al 1874 da Giacomo Vegezzi – Bossi e, successivamente ampliato da Carlo Vegezzi – Bossi ai primi del ‘900.  Lo strumento ha due tastiere, 56 registri per un totale di 3498 canne, 4 mantici e 5 somieri.

Il Duomo sorge in uno dei punti più densi di storia di Torino ed è situato vicino all’area archeologica ed è vicinissimo al Teatro Romano dell’antica Julia Augusta Taurinorum.

Anticamente, l’area considerata sacra era formata da tre chiese realizzate in stile romanico  e, molto probabilmente edificate sulla base di templi pagani preesesitenti. Le tre chiese erano dedicate a San Salvatore, a Santa Maria di Dompno ed a San Giovanni Battista  che era considerata la più importante. Si ritiene addirittura che la consacrazione dell’edificio al Battista sia da far risalire che ai tempi in cui vi erano i Longobardi (dal 591 al 615), periodo, questo, in cui San Giovanni, fu patrono del regno

Molte sono le storie che avvolgono questa Chiesa come molte altre che popolano la città magica per eccellenza: Torino.

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