Doppio appuntamento letterario a Viterbo e a Civita Castellana allo Spazio Arci

Doppio appuntamento letterario a Viterbo e a Civita Castellana allo Spazio Arci

Venerdì 25 gennaio alle ore 18.30 lo Spazio Arci – Biancovolta ospiterà la presentazione del libro di Dario Pontuale “Nessuno ha mai visto decadere l’atomo di idrogeno”, edito da Bordeaux Edizioni. Relatore Silvio Scorsi, partecipa l’autore.

 
Un licenziamento in tronco da digerire, un passato come autore di tv spazzatura da redimere, una casa acquistata alla cieca, un seminterrato da svuotare. Così ha inizio la seconda vita di Zeno Bizanti, ignaro protagonista che si vede recapitare alcune moleskine rinvenute in vari punti della città da stravaganti personaggi. Taccuini che sembrano celare il mistero di un mondo scomparso e di una società segreta. Per un capriccio del caso o uno scherzo del destino, tra rimandi letterari e continui dialoghi tra sogno e realtà, verità e finzione, si dipana un’avventura dai risvolti tragicomici, ricca di sorprese e inaspettati colpi di scena, alla fine della quale sarà lecito chiedersi se la verità non sia la più immaginaria delle soluzioni.

 

DARIO PONTUALE (Roma 1978) è laureato in Storia della critica letteraria e in Scienze Archivistiche e Bibliotecarie. Collabora con le riviste di critica letteraria Esperienze Letterarie, Nuovi Annali, Italinemo ed è studioso di letteratura dell’Otto-Novecento, nonché autore di saggi su Serra, Montale, Buzzati, Svevo, Pessoa, Salgari e Stevenson. Ha pubblicato due romanzi: La biblioteca delle idee morte (2007, secondo al premio Soldati) e L’irreversibilità dell’uovo sodo (2009, vincitore del premio della critica Le Muse). È coautore del documentario indipendente su Pier Paolo Pasolini P.P.P. Profezia di un intellettuale.

 
Sabato 26 gennaio alle ore 17:00 presso la Sala Pablo Neruda a Civita Castellana il circolo ARCI Tour ospiterà la presentazione del libro di Luciana Castellina “Siberiana”, edito da Nottetempo. Partecipa l’autrice.

 

Sulla linea ferroviaria più lunga del mondo, che da Mosca arriva al Mar del Giappone, un gruppo di scrittori e giornalisti italiani attraversa la Russia asiatica. In occasione della Fiera del libro di Mosca, la delegazione viene accompagnata attraverso i profondi cambiamenti della Russia, dal centro alle periferie dell’impero, cinque fusi orari e seimila chilometri da Mosca. La convivenza nei vagoni della Transiberiana, affacciati per centinaia di chilometri sui boschi di betulle, trasforma presto gli ospiti in una brigata allegra che colora il viaggio dei toni di un’inattesa gita scolastica. La cronaca di Luciana Castellina ha la ricchezza di uno scavo archeologico – e come quello riserva molte sorprese – attraverso i diversi strati che l’aspra terra siberiana rivela allo sguardo acuto della scrittrice: all’esplorazione di un presente aperto e contraddittorio si sovrappongono la memoria personale di una testimone appassionata e la storia di popoli, avvenimenti e personaggi scoperti tra le pieghe del passato. Al ritorno, restano alla viaggiatrice un agrodolce “mal di Russia” e il “rovello che ti lascia una società difficile da capire. E infatti, poi, non si smette di cercare”.

LUCIANA CASTELLINA (Roma, 1929) ha fatto parte del PCI dal 1947 fino al 1969, quando è entrata nel cosiddetto gruppo de Il Manifesto che poi, nel 1974, si fonderà con altre minoranze d’ispirazione socialista, per far nascere il Partito di Unità Proletaria per il comunismo. Nel 1991, in seguito alla trasformazione del PCI in Partito Democratico della Sinistra (PDS), insieme a una parte consistente dell’ala d’origine demo-proletaria, si schierò con Rifondazione Comunista e, nel 1995, con il Movimento dei Comunisti Unitari. È stata deputata nazionale per tre legislature e deputata europea, è stata presidente della Commissione per la cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi di informazione e della Commissione per le relazioni economiche esterne. Attualmente è membro del Consiglio Nazionale dell’Arci e Presidente Onorario del sito sul cinema europeo Cineuropa.org. Nel 2011 è stata finalista al Premio Strega. Sposata con il dirigente comunista Alfredo Reichlin, ha avuto due figli: Lucrezia e Pietro.

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