Dirty Job è il titolo del nuovo cortometraggio della poliedrica Marilù S. Manzini

Ancora una volta l’artista stupisce e, attraverso una chiave di lettura ironica della realtà, un modo nuovo e veloce di gestire le inquadrature e la particolare scelta delle musiche in opposizione tra loro, obbliga l’osservatore ad analizzare quanto avviene.
Cosa stiamo guardando? Una donna che svolge attività in palestra, un uomo, straniero, le si avvicina, d’improvviso, del sangue a terra, un sacco nero trascinato a fatica… quel che è successo è fin troppo chiaro…lavoro duro, integrazione e inganno interpretativo.
L’ispirazione nasce da ciò che quotidianamente ci circonda, dalla convivenza di tradizioni e culture e dalla percezione totalmente errata che, talvolta, abbiamo nell’interpretare la realtà.
L’artista vuol soffermarsi sull’integrazione e sull’importanza che riveste il lavoro nella vita di ogni uomo. A prescindere dall’etnia a cui si appartiene e dal tipo di lavoro che si svolge, la differenza è data dal modo in cui questo si affronta.
Quanti di noi, anche per un singolo momento, non si sono sentiti “macho man” nel portare a termine, in maniera soddisfacente il proprio lavoro?
Un video ironico ma al contempo velatamente polemico, che vuole venga data a tutti l’opportunità di essere un macho man, di contribuire a rendere migliore la società, di integrarsi al meglio rappresentando davvero una risorsa per il paese.

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