Costellazioni, il nuovo tour de Le luci della centrale elettrica approda all’Estragon di Bologna

Costellazioni, il nuovo tour de Le luci della centrale elettrica approda all’Estragon di Bologna

Costellazioni, il nuovo tour de Le luci della centrale elettrica approda all’Estragon di Bologna – Si intitola ”Costellazioni” il nuovo tour de Le luci della centrale elettrica, che sabato 12 aprile farà tappa all’Estragon di Bologna.

Il tour, che ha preso il via da Livorno il 14 marzo scorso, prende il nome dal terzo lavoro di studio del progetto di Vasco Brondi, uscito il 4 marzo 2014 su etichetta La Tempesta (distribuzione Sony Music).

 

”Mi sono accorto che è un disco con canzoni piene di futuro – scrive Brondi sui suoi canali social – proprio adesso che questa parola ha quasi una connotazione negativa. Sono piene di illusioni e di storie che finiscono bene, che finiscono male o che non finiscono mai.”

L’album, registrato tra Ferrara, Bassano del Grappa e Milano, è stato anticipato dal brano ”I destini generali”, accompagnato anche da un videoclip. La produzione artistica porta la firma dello stesso Vasco Brondi e di Federico Dragogna (Ministri).

”Pensavo Le luci della centrale elettrica come delle costellazioni, qualcosa che rischiari l’orizzonte e questi tempi – prosegue Brondi – Pensavo alle canzoni come a delle storie luminose tenute assieme da un disegno geometrico e insensato, come succede alle stelle nelle costellazioni. Volevo più che altro che queste piccole storie provinciali e spaziali in qualche modo risplendessero.”

Anche per questo nuovo lavoro, dopo le collaborazioni con Gipi (per ”Canzoni da spiaggia deturpata”) e Andrea Bruno (per ”Per ora noi la chiameremo felicità”), la realizzazione dell’artwork è stata affidata ad un altro grande artista visuale come Gianluigi Toccafondo.

 

Ora è il momento del tour ”Costellazioni”, con cui Vasco presenterà il nuovo disco e che lui stesso racconta così: ”Le luci della centrale elettrica come un’orchestrina spaziale. Con percussioni e beat elettronici, chitarre distorte e violoncello, moog e pianoforte. Suoni organici e suoni elettronici. Il palco sarà come un bar che si trova tra la via Emilia e la via Lattea. Protagoniste saranno le storie provinciali e spaziali raccontate, cantate e gridate.”

Sul palco con Brondi ci saranno Ettore Bianconi (elettronica e moog), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Andrea Faccioli (chitarre elettriche e chitarre acustiche) e Daniela Savoldi (violoncello).

Tutti gli aggiornamenti sull’attività de le luci della centrale elettrica sono disponibili sul sito www.leluci.org e sul profilo FB ufficiale  www.facebook.com/lelucidellacentraleelettrica.

 

Il concerto de Le luci della centrale elettrica all’Estragon avrà inizio alle ore 22.

L’ingresso costa 12 euro.

Per info: www.estragon.it , 051 323490 (Estragon)

Estragon, Via Stalingrado 83, Parco Nord, Bologna.

 

BIOGRAFIA

Le luci della centrale elettrica è il nome del progetto artistico/musicale di Vasco Brondi, nato nel 1984 e cresciuto tra Ferrara e l’Emilia. Le sue prime canzoni trovano una forma e una collocazione nell’omonimo demo autoprodotto nel 2007 distribuito direttamente ai concerti. Si tratta di dieci canzoni, che mettono subito in luce una scrittura originale e una forza espressiva fuori dal comune, e per questo non passano inosservate.

In una cittadina, Ferrara, in cui è difficile non conoscersi e impossibile non incontrarsi, la strada di Vasco Brondi incrocia quella di Giorgio Canali, chitarra disturbata dei CSI e musicista sui generis, ruvido e  radicale nell’approccio. Nasce così “Canzoni da spiaggia deturpata”, il primo album de le luci della centrale elettrica prodotto in collaborazione con Canali e pubblicato da La Tempesta. L’album, che sfoggia in copertina una splendida illustrazione di Gipi, ottiene ottimi riscontri, al punto da ricevere il Premio Tenco nella categoria “Migliore opera prima”. “Canzoni da spiaggia deturpata” sarà anche inserito al sesto posto nella classifica dei dischi del decennio stilata dal magazine Rolling Stone a dicembre del 2010, primo degli italiani.

Quello di Vasco Brondi è un percorso di formazione onnivoro, la cui forza è rappresentata dal confluire di linguaggi artistici diversi e complementari. Così mentre “Per combattere l’acne”, forse la canzone più popolare del suo album d’esordio, trova posto nella colonna sonora del film di Federico Rizzo “Fuga dal call center” (2009), non sorprende poi tanto che il successore del primo album de le luci non sia un nuovo disco ma un libro, pubblicato in quello stesso anno a nome Vasco Brondi e intitolato “Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero” (Baldini&Castoldi). La concomitanza tra l’uscita del libro e il momento in cui l’espressione “anni zero” assume per i media una valenza generazionale fa sì che Vasco Brondi/le luci, insieme a una schiera di nomi nuovi della scena musicale e artistica, si trovino ad essere, di quella generazione, i nomi di riferimento più immediati.

Nuove canzoni prendono forma e confluiscono nel secondo album, “Per ora noi la chiameremo felicità” (2010), titolo/citazione e omaggio a Leo Ferré. Il compito di illustrare la copertina dell’album tocca questa volta al disegnatore Andrea Bruno, mentre Michele Bernardi, già al lavoro sul videoclip di “Per combattere l’acne”, realizza il clip di “Quando tornerai dall’estero”, uno dei brani di punta del nuovo lavoro. L’altro videoclip del disco è per “Cara catastrofe” cliccatissimo su Youtube.

Prima di chiudersi, il 2011 ha ancora il tempo di regalare un paio di sorprese. La prima arriva da una canzone intitolata “Un campo lungo cinematografico”, scritta per “Ruggine”, un film del regista Daniele Gaglianone presentato al Festival del Cinema di Venezia. La seconda è la pubblicazione di un EP intitolato “C’eravamo abbastanza amati”, realizzato in collaborazione con il mensile XL.

A confermare il legame stretto tra Vasco Brondi e il mondo dell’illustrazione arriva, alla fine del 2012, il volume “Come le strisce che lasciano gli aerei” (Coconino Press/Fandango Libri). Nel 2012 Vasco Brondi viaggia molto tra Europa e Stati Uniti. Tornato in Italia, inizia la fase di scrittura del nuovo disco, interrotta soltanto dalle tre rappresentazioni di uno spettacolo intitolato “Cronache emiliane. Letture elettrificate, colonne sonore e fotografie”, una sorta di viaggio in Emilia che alterna musiche originali, cover stravolte e testi di Gianni Celati, Pier Vittorio Tondelli e Luigi Ghirri con le fotografie di quest’ultimo utilizzate come scenografia. Lo spettacolo è anche un modo di tributare un omaggio alla sua terra, l’Emilia, colpita duramente dal terremoto avvenuto un anno prima, nel maggio del 2012.

“Costellazioni”, questo è il titolo del terzo lavoro di studio de le luci della centrale elettrica, esce il 4 marzo 2014.

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