A Coredo si inaugura il Museo Etnografico

A Coredo si inaugura il Museo Etnografico

Domenica 26 giugno alle 11, a Coredo verrà inaugurato il nuovo “Museo della cultura contadina d’Anaunia”, esposizione permanente di oltre 1800 oggetti e attrezzi relativi al lavoro agricolo e artigianale di un tempo, nella suggestiva residenza di Casa Marta, edifico di proprietà comunale nel centro storico del paese. Alla cerimonia saranno presenti l’assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione della Provincia autonoma di Trento, Franco Panizza, il vice sindaco e assessore alla cultura del comune di Coredo, Paolo Forno e il curatore del museo, Dario Widmann, oltre a diversi esponenti di enti e associazioni culturali presenti sul territorio.
La volontà dell’amministrazione comunale è quella di valorizzare Casa Marta in tutti i suoi spazi museali, espositivi e didattici. Questo palazzo, già sede del Museo dei costumi popolari e importante polo espositivo, verrà ulteriormente impreziosito grazie a questo museo permanente, realizzato in collaborazione con l’assessorato alla cultura della Provincia autonoma di Trento, che si inserisce nel percorso degli edifici storici rappresentato dai due castelli medievali, dal santuario di San Romedio, dalle tre chiese storiche e dalle case nobili di epoca rinascimentale.

Parte integrante del progetto sarà il coinvolgimento delle scuole, l’organizzazione di visite guidate ed alcune iniziative collaterali come convegni, presentazioni di libri e mostre fotografiche.
La mostra recupera oltre 800 nomi dialettali in disuso e un’ingente quantità di immagini storiche. Il museo è allestito negli ampi spazi del piano terra di Casa Marta e segue una dislocazione logistica strutturata in aree tematiche. Nel percorso vengono infatti ricostruiti gli ambienti principali della casa di abitazione: la “stua”, la cucina, i vari laboratori artigiani e contadini, sezioni dedicate alla religione, alla migrazione, ecc..
Gli oggetti esposti sono oltre 1800, ma l’intenzione dell’amministrazione è quella di promuovere una sorta di “museo aperto” che possa essere integrato e migliorato nel tempo grazie alla collaborazione dei censiti e degli appassionati. “Un museo che evidenzia – secondo le parole del curatore Widmann – come vivevano le nostre comunità, la tenacia e il coraggio necessari per non rassegnarsi ad una vita povera, l’ingegno e l’abilità manuale nel costruire attrezzi in legno e materiali naturali”.
Il museo sarà aperto tutti i giorni nei mesi di luglio e agosto dalle 10.30 alle 12.30, dalle 17 alle 19 e dalle 20 alle 22.

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