Casa, Ater Roma appello al governo

Casa, Ater Roma appello al governo

“L’Ater Roma, a causa dell’insostenibile carico fiscale, ha provveduto ad azzerare le spese di manutenzione, limitandole a quelle relative alla mera sicurezza degli immobili, e rischia seriamente di non poter proseguire le proprie attività gestionali” è quanto ha dichiarato il Direttore Generale dell’Ater Roma, Avv. Renato Panella, che ha proseguito:

“Vorrei avvalermi della manifestata sensibilità del Governo in materia di IMU, ed in generale sul tema della tassazione fiscale, per ricordare la situazione in cui l’Ater del Comune di Roma è venuta a trovarsi a causa delle aliquote deliberate per l’anno 2012, per effetto delle quali è seguito il versamento di ingenti somme, dovute proprio per l’Imposta Municipale Unica. La conseguenza è che la gestione degli immobili di proprietà di questa Azienda, sotto il profilo tecnico-manutentivo, acquisisce sempre più dei connotati di problematicità e di inadeguatezza determinando un costante potenziale pericolo sia per il patrimonio che, soprattutto, per l’Utenza che ne fruisce. Il degrado tecnico e funzionale di proprietà di questa Ater ha raggiunto, NEL CORSO DEGLI ANNI, soglie critiche, ai limiti della reversibilità. Sento quindi il dovere istituzionale di avanzare delle proposte, fortemente ispirate alla buona gestione, motivate dalle gravi conseguenze sociali, economiche e patrimoniali che deriverebbero se il regime fiscale, previsto e fortemente richiesto anche all’Ater, non subisse alcuna modifica legislativa”.

 

“In particolare – ha continuato Panella – sarebbe auspicabile che sugli immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica, su cui grava un normato vincolo collettivo, assistenziale o comunque di housing sociale, non trovasse applicazione alcuna tassazione, in analogia con quanto già era stato deliberato con la legge n.126/2008 dove veniva riconosciuta l’esenzione ICI per la prima casa anche per gli ex IACP, comunque denominati, ovvero che fosse il più possibile ampliata la categoria dei soggetti esentati dal versamento della suindicata imposta includendo, altresì, i gestori di un patrimonio pubblico destinato a garantire un fine costituzionalmente protetto e sui cui però l’Ater non può decidere né il soggetto assegnatario, né il canone di locazione, né le modalità e gli eventuali prezzi di vendita, pur dovendo, comunque, perseguire il pareggio di bilancio facendo in ogni caso fronte alla tassazione fiscale.

“Si coglie, quindi, l’occasione – ha concluso – per sollecitare l’attuale Governo ad un approfondimento su tale problematica, ponendo particolare attenzione alla natura giuridica, alla finalità sociale ed istituzionale nonché alla condizione economica dell’Ente gestore e dei soggetti assegnatari degli alloggi popolari”.

 

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