Bonnie e Clyde finiscono in manette

Bonnie e Clyde finiscono in manette – Bonnie e Clyde in manette. Amici nella vita e rapinatori di professione. I farmacisti reagiscono e aiutano l’arma a disegnare gli identikit dei malviventi

 

Roma – Si erano conosciuti da ragazzi nell’estrema periferia sud della Capitale, in un contesto di consumo e spaccio di stupefacenti, e da quel momento ne ara nata una forte amicizia, che li portava abitualmente a compiere reati, la maggior parte dei quali perpetrati per procurarsi il denaro necessario ad acquistare la dose giornaliera di eroina. S. M, quarantenne romana, nullafacente e pluripregiudicata, e A.T. della stessa età, anch’egli nullafacente e già noto alle forze dell’ordine, sono oggi entrambi in carcere, ma separati, l’uno a Regina Coeli, l’altra a Rebibbia, dove sono stati condotti dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Casilina, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma, che ha accolto le richieste del Sostituto Procuratore Dott. Marcello MONTELEONE, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri. L’uomo e la donna si erano specializzati nel compiere rapine ai danni delle farmacie della Capitale, prediligendo quelle situate nei pressi del quartiere Casilino, nelle quali entravano con occhiali da sole indossati e impugnando una pistola, successivamente rivelatasi giocattolo, e facevano perdere le proprie tracce fuggendo a bordo di una Fiat Uno, vecchio tipo rubata nei giorni antecedenti alle stesse. Ad incastrarli sono state le immagini del sistema di videosorveglianza presenti nelle ultime tre farmacie colpite, che hanno permesso agli uomini dell’
Arma, di svolgere un’indagine basata, tra l’altro, sulla visione di centinaia di fotografie di rapinatori, fino a giungere all’individuazione dei due mediante la comparazione di quelle in possesso agli investigatori  con le immagini estrapolate dai video. Molto utile ai fini investigativi è stata la collaborazione dei dipendenti delle farmacie in questione, che hanno lavorato con i Carabinieri al fine di tracciare un identikit prima della donna e poi anche dell’uomo, permettendo di incastrarli definitivamente. La reazione dei farmacisti non è mancata neanche al momento dei fatti, tanto da mettere potenzialmente in pericolo la loro incolumità; infatti, con particolare riferimento ad una rapina, perpetrata il 20 settembre ai danni di una farmacia sita nel quartiere Alessandrino, due dipendenti li presenti, coraggiosamente, si sono buttati l’uno sulla donna, facendola cadere a terra e costringendola ad abbondare la refurtiva, l’altro sull’uomo che in quel momento impugnava una pistola, poi risultata finta, costringendoli alla fuga. Dopo appena venti minuti dal colpo, i due malviventi, forse per rimediare al tentativo di rapina fallito, si sono diretti nel quartiere tuscolano per compiere un’ulteriore rapina andato a buon fine. Le perquisizioni dei Carabinieri effettuate ai domicili dei due hanno permesso di rinvenire la pistola giocattolo priva di tappo rosso riproducente il modello “Beretta 92 FS” che è stata debitamente sequestrata, oltre che un certo numero di indumenti indossati al momento di questi e, probabilmente, di numerosi altri fatti reato.

 

 

Termini  – Scippano un turista disabile e si danno alla fuga. 3 stranieri arrestati dai carabinieri. due sono minorenni.

 

 

Roma – La scorsa notte, i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante, in Piazza del Pigneto, hanno arrestato 3 cittadini africani, per aver scippato la collanina ad un turista disabile di 55 anni. Il fatto è accaduto sabato scorso in Via Gioberti, nei pressi della stazione Termini, quando i tre scippatori, un marocchino di 28 anni e due tunisini di 16 e 17 anni, sono entrati nella reception di un hotel ed hanno scippato il turista, anche egli straniero residente in Francia. Dal circuito di video sorveglianza dell’albergo i Carabinieri hanno osservato i tre giovani, già conosciuti alle forze dell’ordine, che prima di entrare in azione mimavano lo scippo facendo prima delle prove all’esterno dell’albergo: lo hanno circondato, gli hanno strappato violentemente la collana in oro che indossava, e poi sono fuggiti. Dalle immagini riprese dalle telecamere e dalla denuncia sporta

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