Al Pacta Salone di Milano dal 5 marzo due spettacoli con la regia di Fabrizio Arcuri parte del Progetto DonneTeatroDiritti

Al Pacta Salone di Milano dal 5 marzo due spettacoli con la regia di Fabrizio Arcuri parte del Progetto DonneTeatroDiritti

Al Pacta Salone di Milano dal 5 marzo due spettacoli con la regia di Fabrizio Arcuri parte del Progetto DonneTeatroDiritti – Dal 5 al 10 marzo 2019 nella stessa serata al PACTA SALONE, parte del Progetto DonneTeatroDiritti, si susseguono due spettacoli: LA CHIAVE DELL’ASCENSORE di Ágota Kristóf con Anna Paola Vellaccio e MAX GERICKE di Manfred Karge con Angela Malfitano. Due donne, due piece teatrali, due monologhi, due tragedie con la regia di Fabrizio Arcuri, che in modo diverso partono da una struttura fiabesca per poi trattare argomenti di stretta attualità. Storie di donne, ma soprattutto storie di abusi e di conflitti.

“Due spettacoli – spiega il regista Fabrizio Arcuri – accomunati da una protagonista femminile e dall’utilizzo delle favole come territorio di narrazione, per parlare della condizione femminile nella società contemporanea. Sono sostanzialmente due tragedie. E sono testi di drammaturgia contemporanea uno della grande scrittrice Agota Kristof l’altro dell’attore e maggiore allievo di Heiner Müller”.

La chiave dell’ascensore

Scritto nel 1977, è la storia, drammatica e crudele, di una donna tenuta sotto sequestro dal proprio marito che, con l’aiuto di un medico compiacente, infierisce su di lei sottoponendola a orrende mutilazioni. I due uomini arrivano al punto di privarla dell’uso delle gambe e renderla cieca. Alla donna straziata rimane solo la voce per gridare al mondo la sua orribile storia e denunciare i soprusi subiti. Potranno toglierle la vita, ma non si farà strappare la voce per gridare al mondo la sua condizione.

Una stanza che gli spettatori sbirciano da una finestra. Avvolta dalle volute della nebbia e dal vento che le muove i capelli, la donna racconta la storia a se stessa, la racconta per l’ennesima volta. Tutto è reale e simbolico allo stesso tempo. Allo spettatore non resta che cadere lentamente dentro le maglie di questa tragedia che da favola pian piano svela il suo risvolto fino ad arrivare ad essere baratro, nera testimonianza di tanti soprusi di cui le cronache sono piene.

Ágota Kristóf, nata nel 1935 a Csikvánd, un villaggio dell’Ungheria nel 1956, in seguito all’intervento dell’Armata Rossa per soffocare la rivolta popolare contro l’invasione sovietica, fugge con il marito e la figlia in Svizzera e si stabilisce a Neuchâtel, dove vivrà fino alla morte nel 2011. Non perdonerà mai al marito la decisione di allora, presa per paura di essere arrestato dai sovietici, tanto che in una intervista dirà: «Due anni di galera in Urss erano probabilmente meglio di cinque anni di fabbrica in Svizzera». Adotterà il francesce per la sua scrittura letteraria. Raggiunge il successo internazionale nel 1987 con la pubblicazione de Le grand cahier (Il grande quaderno), che viene eletto “Livre Européen” e confluirà, insieme a La preuve (La prova) e Le troisième mensonge (La terza menzogna), nella Trilogie (Trilogia della città di K.), il riconosciuto capolavoro letterario di Ágota Kristóf, stampato in oltre 30 paesi.

 Max Gericke

Germania. Secolo scorso. Ella Gericke. Una storia vera. 26 frammenti di una vita. Giacca come pantaloni (il titolo originale) è diventato ormai il suo abbigliamento, perché la miseria della depressione economica prima e i nazisti poi l’hanno costretta a dimenticare di essere donna. Vedova a vent’anni di un operaio gruista, non sapendo come sbarcare il lunario, si è semplicemente sostituita al marito, morto di cancro, per non perdere quel posto di lavoro. Una esistenza dove ogni scelta è stata fatta in nome della sopravvivenza, fino a dimenticare del tutto la propria identità.

Il monologo è una fiaba in cui, in una serie di schegge, si ripercorre, nella prospettiva di questa strana eroina, un trentennio di storia tedesca, e tutte le sue contraddizioni. Una poltrona davanti a un fondale su cui come in album di ricordi vengono proiettati video in movimento.

Manfred Karge– nato nel 1938 a Brandeburgo sulla Havel, è un attore, regista e autore di testi teatrali tedesco. Diplomato alla scuola di recitazione Berliner Ensemble, aveva scoperto insieme all’amico Matthias Langhoff un nuovo approccio a Brecht. Nel 1969 incontra il celebre attore e regista svizzero Benno Besson alla Berliner Volksbühne, e con lui interpreta ruoli di spicco, tra i quali l’Amleto. In quel periodo comincia anche la lunga collaborazione, nonché amicizia, con Heiner Müller. L’ultimo lavoro della coppia di registi Karge/Langhoff è la prima dell’opera di Heiner Müller Anatomie Tittus a Bochum. Nel 1993 torna a Berlino al Berliner Ensemble, dove è cominciata la sua carriera. Delle sue opere teatrali fanno parteLa conquista del Polo Sud, MauerStücke (Pezzi di muro), Caro Niembsch e Killerfische(Pesci assassini). Dall’opera Max Gericke (il cui vero titolo è Giacca come Pantaloni) è stato tratto il film di John Maybury dal titolo Man to Man, con Tilda Swinton nel ruolo di protagonista.

Dal 5 al 10 marzo 2019                                                               DonneTeatroDiritti

LA CHIAVE DELL’ASCENSORE e MAX GERICKE 

di Ágota Kristóf

traduzione di Elisabetta Rasy

con Anna Paola Vellaccio

regia Fabrizio Arcuri

assistente in scena Edoardo De Piccoli

assistente alla regia Francesca Zerilli

assistente alla produzione Marilisa D’Amico

cura Giulia Basel

foto di scena Roberta Verzella

grafica Antonio Stella

una coproduzione Florian Metateatro/Accademia degli Artefatti.

Durata 50’

 (a seguire)

MAX GERICKE

(La maggior parte della vita è passata, meno male)

di Manfred Karge

traduzione Walter Le Moli

titolo originale Jacke Wie Hose

con Angela Malfitano

regia Fabrizio Arcuri

set video Lorenzo Letizia

assistente alla regia Francesca Zerrilli

ufficio stampa Silvia Mergiotti

assistenza Rossella Giammarinaro

produzione Tra un Atto e l’altro e Accademia Degli Artefatti

in collaborazione con Ert – Emilia Romagna Teatro Fondazione

con il sostegno della Regione Emilia Romagna

Si ringrazia il Teatro di Roma e Studio Spectrum

Durata 55’

INFO – PACTA SALONE – via Ulisse Dini 7, 20142 Milano

MM2 P.zza Abbiategrasso-Chiesa Rossa, tram 3 e 15, autobus 65, 79 e 230

Per informazioni: www.pacta.orgmail biglietteria@pacta.org- promozione@pacta.org- tel. 0236503740 – ufficio scuole: ufficioscuole@pacta.org

Orari spettacoli damartedì a sabato ore 20.45, domenica ore 17.30, lunedì riposo

Orari biglietteria: dal lun al ven dalle ore 16.00 alle ore 19.00

nei giorni di spettacolo: dal mar al sab dalle 16 – dom dalle 15

Biglietti: Intero €24 | Rid. Convenzioni €16 | Under 25/over 60 €12 | CRAL e gruppi €12 (min. 10 persone) | gruppi scuola €9 | Prevendita €1,50 – per gli spettacoli della rassegna PARAPIGLIA biglietti € 6,00 per tutti

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